La fabbrica di Taiwan ha una capacità produttiva giornaliera di 2500-3200 telai in alluminio, mentre all’anno i telai in carbonio sono stati 150.000 nel 2011 e per il 2012 si conta di arrivare a 200.000. A detta di Giant la richiesta di telai in carbonio è esplosa negli ultimi anni.
Conclusioni sul viaggio
Qualcuno mi ha chiesto di scrivere il mio parere sulle varie visite fatte in questi giorni
Penso che ormai si tratti di un distretto specializzato nella produzione di bici e componenti per le bici, come ce n’erano e ce ne sono ancora in Italia (per esempio quello degli scarponi da sci del Triveneto). Aziende specializzate che approfittano anche dei bassi costi salariali in Cina e dell’alto livello di speciliazzazione a Taiwan, dove però i salari non sono molto più bassi di quelli dell’Europa dell’est
Non c’è nessuna buona ragione per dubitare della qualità di un telaio o di un componente proveniente da Taiwan/Cina, anzi, visti i numeri penso che si possa legittimamente dubitare di più della qualità di una piccola fabbrica americana o europea. Gli operai orientali che ho potuto osservare durante le visite delle scorse due settimane mi hanno colpito per la loro laboriosità e concentrazione.
Senza parlare delle infrastrutture: strade, città, treni veloci, aeroporti. A Taichung mi sono sentito più di una volta piccolo piccolo rispetto ai grattacieli residenziali i cui piani alti sparivano nelle nuvole. Una volta imbarcatomi sul volo di ritorno HongKong – Francoforte sono ricaduto nella dimensione della vita europea quando il capitano annunciava che non potevamo atterrare prima delle 6 di mattina all’aeroporto tedesco (uno dei più grandi d’Europa), perché i paesi limitrofi hanno vinto una causa contro l’aeroporto, che di notte si deve quindi spegnere completamente per evitare rumori che possano turbare i sonni dei cittadini. Buonanotte Europa.